L'Alta Corte tedesca si pronuncia sul fondo Salva-StatiDue giorni con il fiato sospeso nell’attesa che l’Alta Corte tedesca si pronunciasse sulla legittimità costituzionale dell’Esm, il meccanismo salva-stati, e il Fiscal PAct: le due azioni fortemente volute dal presidente della Banca Centrale Europea, l’italianissimo Mario Draghi, recentemente approvate dall’Istituto europeo.

E l’atteso ok è arrivato, del resto era l’ipotesi più probabile considerata la piena autonomia della decisione assunta dal consiglio della Bce. Tuttavia, gli otto giudici di Karlsruhe hanno posto un freno alla partecipazione tedesca al salvataggio dei Paesi in difficoltà, con una partecipazione limitata fino a 190miliardi di euro, senza però vincolare ogni singolo utilizzo dell’Esm al varo del parlamento, come si temeva nei giorni scorsi. Una bocciatura avrebbe messo in seria crisi, facendolo saltare, lo scudo salva spread.

La notizia è stata commentata favorevolmente dalla stessa Angela Merkel, dal nostro capo del governo Mario Monti, dal presidente della Commissione Europea riunita a Strasburgo, José Manuel Barroso, proprio nel momento in cui teneva n discorso sullo stato dell’Unione.

Per tutti, Merkel compresa, la presa d’atto, e la consapevolezza, della necessità di una Comunità Europea più solida, fondata su un’unità politica oltre che economica.

Le borse di tutta Europa non attendevano altro. Sia pure senza grandi sobbalzi, fatta eccezione per il listino di Atene, hanno chiuso tutte in terreno positivo. Lo spread tra i Btp decennale e il Bund si è attestato a poco più di 340 punti.

A quanto pare, ora ci sono le premesse affinché ogni Stato possa attuare le proprie politiche di rilancio dell’economia senza dover temere differenziali di rendimento esosi, grazie agli interventi della Banca Centrale Europea. Per ciascuno l’obbligo di metter mano seriamente ad interventi di sviluppo, in particolare a favore dell’occupazione.