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Un fondo per le cooperative che investono nell’innovazione digitale e green

13 Maggio 20213 min read

Fondosviluppo Confcooperative ha messo a disposizione un plafond da 1,5 milioni di euro per piccole cooperative che portano avanti progetti all’insegna dell‘innovazione digitale e della transizione ecologica.  Un’iniziativa che nelle idee dell’organizzazione di rappresentanza delle cooperative vuole dare un po’ di respiro a tante realtà che, nonostante la crisi innescata dalla pandemia, hanno deciso comunque di guardare al futuro con speranza e visione investendo nelle tecnologie digitali, nella rigenerazione degli spazi e nella riconversione green.

Come funziona il finanziamento di Fondosviluppo

Le risorse messe a disposizione da Fondosviluppo copriranno il 100% delle spese per investimenti in innovazione. L’importo finanziabile va da un minimo di 25mila euro ad un massimo di 250mila euro. Si tratta, dunque, di progetti di piccola-media dimensione che serviranno ad aiutare soprattutto quelle realtà con tanta voglia di crescere e desiderose di puntare sui settori (Digitalizzazione e Transizione ecologica) che saranno al centro del PNRR.

Il contributo economico per le cooperative sarà articolato così:
– 20% contributo a fondo perduto
– 80% prestito presso gli istituti bancari partner dell’iniziativa ovvero Bcc e Banca Etica.

Gli interessi dei primi tre anni del mutuo saranno sostenuti interamente da Fondosviluppo che riconosce un’ulteriore premialità, pari al 10% delle spese sostenute, per servizi di digitalizzazione, di assistenza e garanzie erogati da società del sistema Confcooperative.

Innovazione e sostenibilità a matrice cooperativa

Il progetto di Fondo Sviluppo Confcooperative è stato lanciato nel 2020 e ha visto la partecipazione di oltre novanta imprese cooperative. Di queste circa sessanta hanno ricevuto le risorse stanziate dalla call per un totale di 7.6 milioni di euro.

Tra i progetti approvati e finanziati diversi riguardano quelle cooperative attive nel campo dei servizi educativi per l’infanzia e dell’assistenza ai soggetti svantaggiati che hanno scelto di sviluppare la digitalizzazione delle prestazioni erogate (implementando, ad esempio, la DAD).  Si tratta, dunque, di un primo importante passo verso la ripartenza delle coop più piccole e la costruzione della società che verrà. 

«Abbiamo voluto lanciare – ha sottolineato Maurizio Gardini, presidente Confcooperative – un messaggio per alimentare una percezione di speranza e di fiducia. Di questo hanno bisogno il Paese e le imprese. Nella visione delle cooperative ci sono lo sviluppo sostenibile e l’innovazione. Se da un lato abbiamo bisogno di infrastrutture tecnologiche, è vero che dobbiamo irrobustire e costruire nuove infrastrutture sociali. Le cooperative, radicate sul territorio, riescono a realizzare questo grazie alla loro capacità di riconnettere il Paese e ricomporre le tante fratture sociali ed economiche aggravate dal Covid e dalla lockdown economy».

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