Falso in bilancio: via soglie di non punibilità ed intercettazioni

Il testo sul falso in bilancio ha finalmente preso vita ed è pronto ad arrivare in Parlamento.
Sono ancora incerti i tempi e le modalità di approvazione. Con ogni probabilità il testo dovrebbe arrivare questa settimana in Commissione Giustizia al Senato prima di approdare alle Camere nei prossimi sette giorni.

orlandoLa novità principale riguarda l’esclusione delle soglie patrimoniali o percentuali al di sotto delle quali il reato di falso in bilancio rimane impunito. Allo stato attuale la fattispecie non è punibile se le elusioni sono inferiori al 5% del risultato d’esercizio e all’1% del patrimonio netto.
Il Governo elimina definitivamente tali soglie, per cui il reato di falso in bilancio è sanzionabile a prescindere dall’entità della somma elusa.
L’esecutivo, però, istituisce una distinzione non di poco conto tra società quotate in borsa e non.
Per quanto riguarda le prime la pena rimane da 3 a 8 anni e sarà perseguibile anche d’ufficio.
Quando, invece, la società non è troppo grande e non è quotata in borsa, spetterà al giudice valutare se procedere o meno. Un’eventuale condanna, infatti, anche per falsi in bilancio di lieve entità potrebbe portare l’azienda al fallimento, per questo motivo verrà lasciato ampio margine discrezionale al giudice.
La pena per questa fattispecie viene ridotta e va da 1 a 5 anni.

Proprio quest’ultimo punto è quello più problematico e si scontra con il parere delle opposizioni in Parlamento.
La previsione di una pena massima di 5 anni impedisce di fatto che il reato sia sottoposto ad intercettazioni.
Il codice penale, infatti, prevede l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche solo per quelle fattispecie la cui sanzione è superiore a 5 anni.
Vengono, dunque, depenalizzati alcuni tipi falsi in bilancio, lasciando un importante potere di scelta alle autorità giudiziarie.
Il criterio delle società quotate in borsa è sicuramente rilevante, ma forse non sufficiente per stabilire la gravità del reato.
Per adesso sembra che la norma in questione che scontenti molti attori.
Innanzitutto Confindustria, che si è sempre battuta per il mantenimento delle soglie di non punibilità e che reputa troppo ampio il potere di discrezionalità in capo ai giudici.
Ma anche il Movimento 5 Stelle ed una parte della minoranza Pd condanna l’abbassamento delle pene e l’impossibilità di utilizzare lo strumento delle intercettazioni.
Resta comunque un cambiamento normativo non di poco conto. Vedremo se nei prossimi giorni ci saranno ulteriori modifiche nel corso dei passaggi parlamentari.
Dovrà attendere ancora, invece, il ddl anti corruzione, il cui emendamento sul falso in bilancio è strettamente collegato. Si discute ancora all’interno della maggioranza sugli strumenti per combattere i reati contro la Pubblica Amministrazione e le relative sanzioni.
Secondo quanto filtra da Palazzo Chigi, sembra che il Governo sia intenzionato ad aumentare i termini di prescrizione proprio per le fattispecie di reato contro le P.A.
Nei prossimi giorni dovrebbe essere elaborato il testo completo che rappresenta senza dubbio uno snodo fondamentale dell’azione governativa.

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