Sedici cooperatori provenienti da dieci regioni diverse faranno parte del coordinamento dei giovani di Confcooperative.

L’organizzazione di rappresentanza delle cooperative ha iniziato ieri un nuovo percorso che dovrà portare alla formazione di un’associazione in grado di comunicare e promuovere al meglio i valori cooperativi. Di questo e tanto altro si è discusso nel corso dell’elezione del nuovo coordinamento, evento al quale hanno partecipato i delegati di tutte le regioni d’Italia.
Nel 2012, anno in cui si è formato il gruppo giovani, è iniziato il cammino di rinnovamento interno di Confcooperative. Sono nati luoghi di incontro per le nuove generazioni, come i quindici incubatori per le startup cooperative, sono stati formati ex novo i gruppi territoriali dei giovani di Confcooperative, dando impulso anche all’istituzione di un coordinamento giovani su scala europea.

Oggi l’idea è quella di confluire nell’Alleanza delle Cooperative con una nuova visione ed nuovo spirito. “La cooperazione non è un’organizzazione di giovani confcooperativevolontariato, ma un modo di fare impresa“. Le parole del presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ripetute più volte nel corso dell’incontro di ieri, dovranno essere un vadevecum per tutto l’ecosistema cooperativo, soprattutto nel momento della comunicazione con chi è fuori dal mondo della cooperazione, che sia esso un giovane che vuole aprire una startup o un investitore.
Troppo spesso la cooperativa è considerata un’organizzazione di serie B, un’azienda incapace di produrre valore economico e riconducibile al contrario ai fatti di malaffare che hanno sconvolto le cronache italiane negli ultimi anni. Non è un caso che proprio la comunicazione interna ed esterna sia stata la questione principale affrontata dai candidati al coordinamento.

Come ben noto, l’immagine della cooperazione è associata allo scandalo Mafia Capitale e, cosa ancora più grave, allo stato attuale nessun ragazzo studia la forma d’impresa cooperativa nelle scuole e nelle università italiane. Le conseguenze sono ovvie. Basta guardare i dati sulle startup: solo il 2% dei giovani che apre una startup sceglie la forma cooperativa. Un numero incredibilmente basso in un momento storico in cui valori della cooperazione, ovvero la solidarietà, il profitto sociale e la sostenibilità, sono ricercati sia dagli imprenditori che dai consumatori.
Il nuovo coordinamento dei giovani di Confcooperative sarà chiamato allora a promuovere la buona cooperazione, provando a cambiare l’immagine delle coop all’interno dell’opinione pubblica. Lo dovrà fare in maniera fresca ed innovativa, abbandonando i vecchi canoni della comunicazione istituzionale ed abbracciando le nuove tecnologie e soprattutto i nuovi linguaggi. Si tratta di un compito certamente arduo, ma imprescindibile per assegnare alle cooperative quella funzione sociale ed economica insita nella loro mission. 

Di seguito i nomi dei nuovi membri del coordinamento dei giovani di Confcooperative che rappresentano i settori dell’agroalimentare, cooperazione socio/sanitaria, produzione lavoro tradizionale e dei nuovi servizi (consulenza, comunicazione, marketing, social media), tutela dei beni culturali e turismo:

Eva Martinello – Toscana
Miriam Leopizzi – Bolzano
Sara Gaudiosi – Lombardia
Silvia Spadaro – Sicilia
Francesca Corrado – Emilia Romagna
Elisa Calzuola – Umbria
Barbara Taddei – Basilicata

Fabio Dubolino – Friuli
Alberto Scaravaggi – Lombardia
Rocco Sicoli – Calabria
Paolo Campagnano – Trento
Giovanni Tagliaferri – Campania
Pasquale Cervero – Campania
Andrea Sangiorgi – Emilia Romagna
Mattia Affini – Lombardia
Carlo Costa – Bolzano