In qualità di Promotore Finanziario, molti clienti mi chiedono se sottoscrivere la prossima emissione del Btp Italia prevista tra il 15 e il 18 ottobre prossimi.

Le caratteristiche del titolo sono le seguenti: durata 4 anni, cedola semestrale legata all’inflazione (indice FOI), quotazione sul Mot (Mercato obbligazioni e titoli di Stato) della Borsa Italiana, bonus finale, se si mantiene il titolo in portafoglio fino alla scadenza pari al 4 per mille dell’ammontare acquistato.

Presupponendo che l’eventuale sottoscrizione del titolo è legata sempre all’orizzonte temporale e al grado di rischio che si vuole sopportare, le altre valutazioni coinvolgono l’aspetto importante di voler dare fiducia o meno all’Italia, sottoscrivendo il titolo.

Un aspetto da tenere in considerazione è che questo titolo è indicizzato all’inflazione e sicuramente questo aspetto è da tenere presente in una fase in cui l’inflazione italiana viaggia a valori superiori al 3%; ma il titolo offrirà un rendimento minimo prestabilito anche in caso di deflazione. Difendere il proprio risparmio in termini reali è un aspetto sicuramente non secondario. Tale valutazione, infatti, non viene sempre tenuta in considerazione, mirando al solo interesse in termini assoluti. Questo errore spesso porta a scegliere titoli o prodotti che non riescono a proteggere il proprio risparmio da un nemico quale l’inflazione.

Nello scegliere questo titolo piuttosto che un altro, oltre alle considerazioni sopra esposte, un ruolo fondamentale lo gioca la comparazione: bisognerebbe, infatti, confrontare questo titolo in emissione con altri titoli, sempre Btp Inflation Linked, oppure Cct, con medesima scadenza già presenti sul mercato e vedere se offrono dei rendimenti superiori, oppure magari sono di ammontare superiore.

Per ciò che riguarda il rendimento, però, abbiamo il problema di non conoscere anticipatamente l’interesse offerto dal titolo, anche se il tasso sarà sicuramente interessante, considerando anche il minimo garantito. La quantità emessa di un titolo, invece, è un fattore fondamentale per chi non volesse tenerlo fino alla scadenza, ma pensa fin dall’acquisto che potrebbe doverlo liquidare prima della scadenza. Un titolo con un buon controvalore di scambi significa anche che avrà poca differenza tra prezzo in acquisto e prezzo in vendita e quindi sarà un titolo più liquido o liquidabile più facilmente.

In riferimento alla futura emissione del Btp Italia non posso conoscere anticipatamente l’ammontare che sarà emesso del titolo; posso solo dire che sarà emesso secondo domanda: è un titolo che non sarà emesso a seguito di un’asta come tutte le altre emissioni dello Stato, per cui chi ne farà richiesta riceverà l’ammontare del titolo che ha prenotato. Il direttore generale del debito pubblico italiano Cannata, incontrando la stampa ha detto di aspettarsi un’emissione inferiore rispetto alla prima che è stata di quasi 7,3 mld. L’ammontare della seconda emissione è stato pari, invece, a 1,74 mld.

In ultima analisi è, comunque, un titolo inseribile in una diversificazione di portafoglio.