close
Breaking news

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); La presentazion...read more (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Nel 2018 dovreb...read more (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il neo presiden...read more

Da #PrayForParis a #PorteOuverte: il racconto social della strage di Parigi

Gli attentati di Parigi hanno mostrato ancora una volta come i social, in momenti drammatici come questo, possano essere uno strumento di divulgazione delle notizie in tempo reale.
Ma la forza di Facebook, Twitter, YouTube e Instagram sta anche nella capacità di creare reti di solidarietà, rispondendo a pieno alla loro funzione di comunità virtuali.

Sono decine le iniziative sorte in seguito alle tristi vicende di Parigi. La notte del 13 novembre i cittadini parigini residenti nelle zone vicine ai luoghi degli attentati hanno lanciato l’hashtag #PorteOuverte, aprendo le porte della propria abitazione alle persone che si trovavano in zona durante gli atti terroristici.
Attraverso Twitter, dunque, decine di persone presenti allo Stade de France o al Bataclan hanno trovato ospitalità presso altri cittadini francesi.

porteouverte

Anche Facebook è venuto in soccorso alle persone che si trovavano nella zona degli attentati, attivando la funzione “Safety Check“. Gli utenti localizzati nella parte est della città di Parigi hanno ricevuto una notifica nella quale gli veniva chiesta la propria condizione di salute, consentendo loro di comunicare con i propri amici.
Questa funzione, come ha spiegato Zuckerberg successivamente, era stata fin qui utilizzata solamente per le calamità naturali; venerdì per la prima volta Facebook ha scelto di adottarla anche per eventi di altra natura.

facebook safety

Sono state, invece, milioni le interazioni agli hashtag #PrayForParis, #Paris e #ParisUnderAttack, mentre è stato bloccato l’hashtag arabo “Parigi in fiamme”, utilizzato dall’Isis per celebrare quanto stava accadendo.
La solidarietà, i bei gesti e la cronaca attraverso i social è proseguita nei giorni successivi agli attentati; uno dei post maggiormente condivisi su Facebook è quello di Isobel Bowdery, ragazza sudafricana sopravvissuta alla strage all’interno del Bataclan.
La giovane ha raccontato la sua terrificante esperienza con parole che hanno commosso il mondo interno e sono state condivise da migliaia di utenti.

you never think it will happen to you. It was just a friday night at a rock show. the atmosphere was so happy and…

Posted by Isobel Bowdery on Sabato 14 novembre 2015

Facebook, inoltre, ha dato a tutti gli utenti la possibilità di personalizzare la propria immagine del profilo con i colori della bandiera nazionale francese, come lo stesso Zuckerberg ha fatto. La bacheca del celebre social è diventata così un tripudio dei colori blu, bianco e rosso.

zuckerberg

Attraverso Twitter, ieri pomeriggio, si sono diffusi momenti di panico quando nel corso della manifestazione in onore delle vittime a Place de Republique si sono sentiti degli spari che hanno fatto immediatamente scappare le persone presenti all’evento di commemorazione.
In seguito la polizia ha precisato si trattasse di un semplice scoppio di petardi.

Una delle immagini più diffuse sui social è stata, infine, quella della Torre Eiffel disegnata all’interno del noto simbolo della pace.
Una raffigurazione ripresa anche dal Miur per comunicare il minuto di silenzio che si è svolto oggi in tutte le scuole ed in tutte le università italiane.

parigi minuto di silenzio

Tag:, , , , , , ,

No Comments

Scrivi un commento, alimenta la discussione

Story Page