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Coop for Africa: la raccolta fondi per i vaccini nel continente africano

La battaglia contro il Covid-19 è una sfida globale. In questi mesi abbiamo capito, qualora ce ne fosse bisogno, quanto anche i Paesi geograficamente molto lontani tra di loro siano in realtà interconnessi. 
Per questo è necessario adottare strategie comuni per vaccinare tutto il mondo e trovare curi efficaci contro il Coronavirus.

La campagna di Coop per vaccinare l’Africa

In questa direzione va Coop for Africa, la raccolta fondi promossa da Coop per vaccinare l’intero continente africano e in generale aiutare l’Africa a vincere la sfida contro il Covid. 
«Questa è una campagna che non offre solo un aiuto concreto ma che permette di costruire quel senso di solidarietà che rappresenta la dimensione dell’universalità come spesso sostiene anche papa Francesco – dichiara don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità di MilanoSe si parte dalla fraternità bisogna partire dagli ultimi e proprio lì bisogna investire».

Coop for Africa intende distribuire ai paesi africani circa 300mila vaccini anti-Covid grazie all’aiuto anche dell’Agenzia Onu per i Rifugiati-Unhcr, la Comunità di Sant‘Egidio e Medici Senza Frontiere. Proprio lo scarso livello di vaccinazioni del continente africano è stato una delle cause dell’emersione di Omicron, l’ultima variante del Coronavirus molto più contagiosa e diventata ormai predominante pressoché in tutto il mondo.

I dati sulla vaccinazione in Africa

Secondo gli ultimi dati solo l’1,6% della popolazione africana è completamente vaccinata. Un dato molto preoccupante che deve spingere tutto il mondo ad attivare la catena della solidarietà. Sappiamo, però, che l’Africa non paga solo la scarsa disponibilità di vaccini, ma anche difficoltà di natura logistica, legate alle infrastrutture e alla rete ospedaliera, e anche ad una forte diffidenza della popolazione nei confronti dei vaccini. 
C’è, dunque, tanto lavoro da fare anche dal punto di vista della comunicazione. Un aspetto, quest’ultimo, molto sottovalutato durante la pandemia.

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