Crollo immobliare e mutuiLa casa bene rifugio? È da tempo che non è più così.

Le previsioni d’inizio anno, sulla scia dei dati dell’ultimo trimestre 2011, non lasciavano presagire nulla di nuovo cosicché nuove tasse (leggi Imu), retribuzioni pressoché statiche, erogazione del credito da parte delle banche sempre più misurato, hanno prodotto effetti quantomeno preoccupanti. E tutto ciò nonostante un calo dei prezzi del comparto.

L’Istat ha fotografato il primo trimestre di questo 2012: le compravendite di unità immobiliari sono diminuite del 16,9% su base annua; quelle di immobili ad uso residenziale del 17,2%; quelle di immobili ad uso economico dell’11,8%. Vale a dire che gli acquisti di abitazioni vanno peggio rispetto ad uffici, negozi e capannoni commerciali/industriali.

Ancora peggio per i mutui: con riferimento sempre allo stesso periodo, sono crollati del 49,6% rispetto al primo trimestre del 2011. Solo 92.415 nel totale quelli erogati, suddivisi tra quelli con costituzione di ipoteca immobiliare (64.116) con una flessione tendenziale del 39,2%, e quelli non garantito da ipoteca (28.299), diminuiti del 63,6%.

Effetti della minore capacità di spesa degli italiani, dal Nord al Sud del Paese, dovuta alla crisi ed alla consequenziale minor fiducia accordata dagli istituti di credito, davvero poco disposte ad accettare domande di finanziamento.

Un mercato pressoché fermo nonostante il valore degli immobili, lo accennavamo poc’anzi, continui a scendere: secondo Immobiliare.it del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre è in aumento la richiesta di affitti con un +16%.

Per il mattone le cose vanno sempre peggio e, a quanto pare, sulla scia del primo trimestre, le cose non sembrano siano andate meglio nei successivi tre mesi. I dati ufficiali non sono ancora disponibili ma, di questi tempi, visto l’andazzo, anche ad occhio, non è difficile cogliere l’assenza di segnali di ripresa.