I giovani hanno ancora il desiderio e la possibilità di aprire un’attività d’impresa? In base agli ultimi dati sembrerebbe di si: secondo Unioncamere, nei primi mesi del 2016, gli under 35 hanno creato quasi 88mila imprese (il 31% del totale delle nuove imprese nate in Italia), facendo registrare un saldo positivo tra attivazioni e cessazioni pari a 50mila unità. 

Come è stato sottolineato durante l’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, nel 2016, ogni giorno, sono nate in media 300 imprese a conduzione prevalente giovani-impresegiovanile. I dati appena elencati sono certamente confortanti, ma siamo lontani dal rendimento di qualche anno fa.
Nel 2011, per rendere l’idea, gli under 35 avevano costituito 106mila aziende contro le 88mila attuali, un calo della natalità imprenditoriale che riguarda non solo le imprese under 35, ma tutto il sistema italiano.
Si conferma, inoltre, il miglior rendimento delle imprese giovanili rispetto alle altre imprese italiane per quanto riguarda il saldo tra creazione di nuove aziende e cessazioni (+50mila contro +40mila).

Nel complesso sono circa 600mila le imprese giovanili italiane. Al momento prevalgono ancora le attività tradizionali: il 29% delle imprese composte da under 35 è attivo nel campo del commercio e il 14% opera nelle costruzioni.
I nuovi imprenditori giovanili, però, stanno esplorando nuovi settori. Nei primi nove mesi del 2016, infatti, è soprattutto il campo delle telecomunicazioni ad attivare i giovani: più della metà delle imprese costituite in questo comparto hanno una componente prevalente giovanile. C’è un’elevata percentuale di nuove aziende giovanili anche nel campo dei servizi finanziari e dell’attività di produzione cinematografica e video.
È interessante, infine, rilevare che l’incidenza delle imprese giovanili sul totale delle nuove imprese costituite è più alta al Sud. In Basilicata e in Calabria, ad esempio,arriviamo addirittura a percentuali del 39,1% e del 38,5%.