Progettare il businessVerificata la fattibilità dell’idea imprenditoriale, occorre definire la mission aziendale e la vision: vale a dire l’oggetto e gli obiettivi del business verso il quale si sceglie di intraprendere e i valori di riferimento che orienteranno non solo la strategia ma anche tutti i soggetti (il capitale umano) coinvolti.

Si tratta di obiettivi quantitativi, con riferimento al business, pertanto misurabili, raggiungibili, cadenzati in un arco temporale ben determinato (non superiore ai cinque anni), riuscendo altresì ad ipotizzare margini di redditività che, ovviamente, saranno diversi nella fase di start-up da quando l’impresa sarà a regime. Sempre in questa fase sarà fondamentale fissare il break even point (BEP), il punto di pareggio: cioè il numero minimo di prodotti o servizi che occorre vendere per non avere perdite (lo stesso si ricava dal rapporto tra i costi fissi e il prezzo unitario del prodotto/servizio al quale sono stati sottratti i costi variabili per unità).

L’operazione appena descritta comporta che il quadro dei costi fissi, di quelli variabili e dei presunti ricavi, sia stato delineato: anche in questo caso occorre essere realisti considerando più fattori, primo tra tutti l’appetibilità del prodotto/servizio offerto in termini qualitativi e di prezzo finale per i consumatori. Rientrano in questa fase, la definizione del piano commerciale, gli investimenti che occorre inevitabilmente considerare in funzione della struttura e delle altre risorse necessarie a realizzare quei prodotti e quei servizi.

L’azienda è quasi pronta. Mancano ancora la scelta della forma giuridica (impresa individuale, di capitali, familiare, cooperativa), la ricerca mezzi finanziari utili all’avviamento (oltre al capitale privato esistono altre forme pubbliche a favore di donne e giovani in particolare), un piano di comunicazione utile a stimolare la conoscenza e la commercializzazione dei prodotti/servizi offerti, la ricerca delle risorse persone diversamente competenti e la loro remunerazione.

Quest’ultimo obiettivo, oltre che quantitativo (di quante unità ho bisogno), è di tipo qualitativo: è difficile individuare e reclutare da subito i migliori professionisti. E’ possibile, però, formarli in casa sapendo motivare, coinvolgere, partecipare al business plan appena descritto. Si tratta di quei collaboratori che, alla distanza, si spenderanno con l’azienda e nell’azienda molto più di altri.

Buona impresa a tutti!