Lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è stato fin qui il sistema di accoglienza dei migranti migliore tra quelli sperimentati nel nostro Paese.

Lo spiega bene l’Espresso, in un articolo pubblicato qualche giorno fa, mostrando le principali differenze tra un metodo basato sul principio dell’inclusione (lo Sprar) ed altri improntati sulla logica dell’emergenza (Cara e altre strutture temporanee). Lo Sprar è innanzitutto uno strumento di collaborazione tra enti locali e società civile: sono i Comuni e gli enti non profit, infatti, a portare avanti i progetti (di durata triennale) per l’integrazione nella comunità locale dei migranti, che hanno ottenuto la protezione internazionale, ed i minori non accompagnati.
Grazie allo Sprar, centinaia di cittadini stranieri sono riusciti ad inserirsi al meglio nelle realtà locali, apprendendo la lingua italiana ed iniziando dei proficui rapporti di lavoro.

Il Governo ha così deciso, attraverso il decreto del 10 agosto 2016, di rafforzare un sistema di accoglienza che si è dimostrato vincente. Anci-Cittalia hanno pubblicato un video esplicativo con le principali novità del provvedimento ed un vadevecum per gli Enti Locali.
sprar-migrantiL’intento del decreto è stabilizzare i servizi offerti dallo Sprar, semplificare le procedure di prosecuzione dei progetti in atto e favorire l’accesso di nuovi enti. Per raggiungere questi obiettivi si opterà per un sistema di accesso permanente: i Comuni che vorranno presentare un progetto di accoglienza non saranno più legati ai vincoli dettati dalla periodicità dei bandi; l’unico limite sarà, al contrario, quello dell’assenza di fondi.
Gli enti già titolari di un progetto Sprar potranno così presentare la domanda di prosecuzione entro sei mesi dalla scadenza della progettualità; gli enti locali, invece, che vorranno presentare nuovi progetti lo potranno fare in qualsiasi momento dell’anno.

Vengono fissate due scadenze annuali: una il 31 marzo e l’altra il 30 settembre. Solo per il 2016 la scadenza è stata prorogata al 30 ottobre.
Il Ministero potrà finanziare fino al 95% del costo del progetto.
Il sistema delle “liste sempre aperte” porterà senza dubbio all’ampliamento del numero di Comuni facenti parte del sistema Sprar, favorendo una migliore distribuzione dei migranti su tutto il territorio italiano. È da valutare, inoltre, in maniera positiva la possibilità di rinnovare gli accordi e far proseguire quei progetti che si sono rivelati positivi per i migranti e le comunità locali.
Rimane, però, il problema dei fondi: senza nuovi finanziamenti c’è il rischio che anche un sistema efficiente come lo Sprar possa bloccarsi. Da questo punto di vista i prossimi incontri tra il Governo e l’Anci saranno certamente dirimenti.