Carceri-cooperative: tempo scaduto! Il 15 gennaio lo stop ai finanziamenti!

Questa volta siamo all’epilogo conclusivo. L’accordo tra il Ministero della Giustizia e le dieci cooperative, che per dieci anni hanno gestito la mensa di alcune carceri italiane, non verrà rinnovato.
Non sono bastati i numerosi incontri tra le parti, i compromessi cercati e le proroghe ottenute. Il progetto chiuderà i battenti dopo il 15 gennaio, addirittura in anticipo rispetto a quanto paventato.
L’incontro del 30 Dicembre tra il Ministro Orlando e le cooperative coinvolte nell’iniziativa aveva portato ad un proroga fino al 30 gennaio. Incredibilmente, però, il consiglio della Casse dell Ammende ha deciso in maniera clamorosa di ridurre i tempi, anticipandoli al 15 dello stesso mese.

orlandoRestano, dunque, pochissimi giorni di attività. Ed è inutile sottolineare quanto l’Italia perderà dal mancato rinnovo dei finanziamenti. Il progetto cooperative-carceri è stato per molto tempo un programma di recupero dei detenuti considerato all’avanguardia in tutta Europa.
Conosciamo, ormai, fin troppo bene la situazione delle carceri italiane. Più volte le istituzioni europee hanno ammonito il nostro paese in relazione allo stato di degrado e di sovraffollamento dei nostri istituti carcerari.

Un’iniziativa di questo tipo poteva essere una buona opportunità per rilanciare l’immagine italiana agli occhi di Bruxelles. Ma questo aspetto passa totalmente in secondo pieno se pensiamo ai detenuti e all’occasione che perderanno. Dopo il 15 gennaio le mense verranno gestite nuovamente dal Ministero della Giustizia, perdendo con ogni probabilità in quanto a qualità del cibo e del servizio.
Ma cosa ancora più importante, verrà meno quel processo di professionalizzazione e di reinserimento nella società dei detenuti che stavano portando avanti le cooperative.
Non resta che rammaricarsi e sperare che in un futuro prossimo si possa porre rimedio a questa situazione. La scarsezza delle risorse deve essere messa in secondo piano di fronte alla garanzia dei diritti e alla dignità delle persone.

 

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