Il pagamento del Canone Rai non riguarda soltanto le famiglie italiane, ma anche i titolari di attività commerciali. Questa fattispecie è definita dal nostro ordinamento come Canone speciale Rai e riguarda nello specifico i titolari di un’impresa, esercizi pubblici, i liberi professionisti o chi ha un’attività aperta al pubblico come bar, hotel o pizzerie. 

La recente evoluzione tecnologia consente, però, agli utenti di guardare i contenuti Rai anche in streaming da Pc, tablet o smartphone. Molti professionisti ed miur-bandiimprenditori si chiederanno a questo se le visione dei programmi Rai in streaming obblighi comunque al pagamento del cosiddetto Canone speciale.
La normativa italiana non offre grandi chiarimenti perché la legge di riferimento è addirittura il Regio Decreto 246 del 1938, il quale stabilisce che devono pagare il canone speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto. 

A fornire però delle delucidazioni in merito ci ha pensato la stessa Rai nel 2012. Un comunicato stampa della televisione pubblica ha chiarito, infatti, che il canone è dovuto solo per il possesso di apparecchi atti alla ricezione televisiva e non per altri mezzi come computer, tablet e smartphone, anche se collegati ad Internet.
Anche l’Agenzia delle Entrate ha confermato questa interpretazione, specificando che il pagamento è dovuto solo in presenza di un sintonizzatore radiotelevisivo.