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Borse e titoli sovrani. Prosegue l’effetto Draghi

10 Settembre 20124 min read

Mario Draghi - Banca Centrale EuropeaMario Draghi è l’uomo del momento in Europa ed il suo nome rimbalza prepotentemente su tutti i media mondiali.

È stato capace di annunciare che la BCE procederà all’acquisto illimitato di titoli sovrani, di durata tra 1 e 3 anni, di Paesi in difficoltà, dietro loro richiesta esplicita al Fondo Salva Stati, che metterà a disposizione le risorse finanziarie. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha dato una sua disponibilità a partecipare all’operazione di salvataggio. Gli attori sono molto credibili, e le munizioni illimitate.

Per la speculazione si ribalta lo scenario, e allora via con gli acquisti, e di conseguenza, giù gli Spread. Il BTP/Bund scende a capofitto fino a 350 (a luglio era a 550) e la borsa mette a segno un recupero di oltre 6% in una settimana.

Bisogna riconoscere che il governatore Draghi ha sfoderato un grande coraggio, se si pensa che ha assunto tale decisione con il parere contrario della Bundesbank (Buba). La maggioranza a favore di Draghi è numericamente schiacciante (22 voti favorevoli ed 1 contrario), ma bisogna tener presente che la banca centrale tedesca rappresenta un paese che apporta quasi il 90% al bilancio della BCE, per cui è abituata quasi a imporre il proprio punto di vista…

Peraltro bisogna dire che non tutti in Germania sono sulla linea della Buba. Certo, gli industriali ed il mondo produttivo sono con la banca centrale, visto che traggono grandi benefici dallo squilibrio dei tassi di interesse; essi ottengo prestiti a tassi vicini allo zero, mentre in Italia il denaro costa 4/5 punti in più. E’ una manna anche per lo stato tedesco, il cui servizio del debito costa pochissimo, e così può liberare risorse per l’economia. Tutto ciò può ben spiegare le titubanze della Merkel ed il pensiero di  buona parte dei tedeschi che non vedono di buon occhio il salvataggio dei “paesi cicala” come Italia, Spagna ed altri ancora.

Qualcuno ha letto la mossa di Draghi in chiave di politica interna italiana, come una fase preparatoria a candidarsi tra 8 anni, scadenza del mandato alla BCE, alla presidenza Presidenza della Repubblica. E sono spuntati, sempre in Germania, anche commenti critici sul pericolo di una possibile “italianizzazione” della BCE.   Personalmente, ritengo che Il Governatore Draghi stia agendo da vero “banchiere centrale”, che dall’alto della sua indipendenza dal potere politico e possedendo informazioni esclusive sul futuro dell’economia europea, guarda avanti e prende le decisioni più appropriate nell’interesse dell’Europa tutta.

Anche la Germania è cosciente che da sola non ce la potrebbe mai fare. E’ troppo grande per l’Europa, ma troppo piccola per il mondo. Ormai la competizione economica è per blocchi continentali, nessun paese da solo potrebbe reggere. Peraltro da un eventuale sfascio dell’euro, con la creazione di un’area economica dell’Europa del centro-nord, avrebbe l’effetto di un marco fortissimo. Da tale situazione, per prima la Germania subirebbe un grave contraccolpo sulle esportazioni e ne uscirebbe fortemente indebolita. Un esempio illuminante è la Svizzera che dall’isolamento come punto di forza, oggi ha i suoi grossi problemi di competitività, tanto che la banca centrale svizzera ha dovuto mettere un tetto al tasso di cambio del Franco.

Perciò, visto che il crollo dell’Euro sarebbe per tutti un problema, e la sua protezione è nell’interesse dell’Europa, tutti i Paesi dovranno fare la loro parte remando dalla stessa parte, prendendo le decisioni opportune per tenere sotto controllo il debito e fare politiche rivolte fortemente alla crescita economica.

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