Crisi delle imprese italiane nel 2012Non era difficile prevedere una chiusura del 2012 con dati a dir poco preoccupanti così che quanto rilevato dal sondaggio congiunturale svolto dalla Banca d’Italia, non fa che presentare una situazione piuttosto critica per le aziende italiane alle prese con una crisi ancora tutta da superare (e sperando che non si prolunghi ulteriormente).

L’anno in corso si chiuderà per un terzo delle imprese con i conti che definire “profondo rosso” consente di evidenziare solo un dato parziale poiché, in conseguenza di ciò, a farne le spese saranno soprattutto i lavoratori in calo soprattutto nelle realtà più piccole: quelle che occupano tra i 20 e i 40 adetti.

Dalla rilevazione di Bankitalia effettuata presso le imprese negli ultimi due mesi, il 50,3% di esse dichiara di attendere un utile, mentre il 30,2% prevede una perdita: un dato quest’ultimo in crescita del 23,6% rispetto allo scorso 2011. Bilanci in negativo soprattutto per i settori del terziario e in particolare per quello alberghiero e della ristorazione, quelli che più di ogni altro compatrono sopportano il taglio delle spese nei bilanci delle famiglie.

Sul fronte degli affari, l’indagine ha messo in evidenza che nei primi nove mesi dell’anno si è ridotto, rispetto allo scorso anno, per un 50% di aziende ed è cresciuto per il 24%, e così anche per gli investimenti più o meno in linea ma con previsione di riduzione degli stessi nell’immediato futuro, mentre è aumentato il numero delle imprese che è ricorsa alla Cassa Integrazione.

La palla passa ora al ministero dello Sviluppo Economico al fine di favorire un cambio di rotta a sostegno dell’occupazione e degli investimenti, e occorre anche far presto, sin dalla prossima legge di stabilità, se non si vuole che il rosso dei bilanci di tante aziende (e gli effetti che gli stessi producono) non diventi “fisso” senza possibilità alcuna di ripresa.