Autostima, una base sicuraÈ la sfida del momento alle prese, così come siamo, con avvenimenti che continuamente minano il nostro stato di salute mentale, le nostre emozioni, le nostre azioni. Ci mancava pure lo stato di crisi generalizzata che affligge, chi più chi meno, con eventi e situazioni difficilmente pianificabili e che, presi alla sprovvista, creano ulteriore stato di disagio e smarrimento.

Sto parlando dell’autostima: di quella risorsa interiore alla quale ciascuno si aggrappa per affrontare la quotidianità.

Ma cos’è e come accrescerla o svilupparla? In questo caso, più facile da dire che da fare.

La sua costituzione e formazione arriva da lontano: sin dal tempo della nostra nascita e dal modo con il quale abbiamo sviluppato attaccamento e relazioni con le nostre figure parentali più vicine: genitori, nonni, fratelli in prima istanza e, successivamente, amici, insegnanti, fidanzate/fidanzati e, per ultimo, colleghi universitari o di lavoro, superiori.

Persone tutte che hanno contribuito, chi più chi meno, più o meno consapevolmente, ma sempre “per il nostro bene” a sentirci fiduciosi delle nostre competenze, a prendere cura di noi stessi, ad essere protagonisti attivi del nostro divenire, attenti, però, anche agli altri, alle loro esigenze, al loro bisogno di autostima.

Gli altri. Il rischio è che se abbiamo troppa o troppo poca stima di noi stessi c’è il rischio di prevaricare su chi ci circonda o, nel caso contrario, di soccombere passivamente in ogni relazione o situazione.

Conoscere se stessi costituisce da subito un buon passo verso l’accrescimento della propria autostima. Serve per imparare a “stimarsi” e per ricercare aree e contesti di sviluppo dove potenziarla o, se è il caso, ridimensionarla. Avere chiari i propri limiti e le proprie capacità (la Rosa delle Competenze), ivi comprese quelle caratteriali, è il punto di partenza per ogni passo successivo, magari svolto alla luce di un Piano d’Azione Individuale.

Così anche nelle relazioni con gli altri. C’è da imparare, in questo tempo di forte competizione, a comunicare con messaggi che aiutano a costruire autostima incoraggiando l’altro a far leva sulle proprie risorse, attuali e in divenire, favorendo lo sviluppo di un clima relazionale fondato sull’accoglienza, la fiducia, il rispetto. Ciò che comunemente è chiamata assertività.

Non è mai troppo tardi per conoscersi e imparare a stimarsi. Idem per sollecitare gli altri a fare altrettanto. Ma occorre esercizio. Magari attraverso qualche buon corso motivazionale affiancato da esperti di comunicazione e tutor capaci di seguire i propri allievi nel tempo.