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Art. 18: dubbi sulla costituzionalità del Jobs Act?

Se n’è parlato molto e probabilmente si continuerà a  farlo nei prossimi mesi. La modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che verrà introdotta col Jobs Act, rischia di portare con sè importanti risvolti giudiziari. In questi ultimi giorni è emersa, infatti, la possibilità che la riforma del lavoro possa essere considerata incostituzionale.
costituzione-italiana1Il motivo? La disparità di trattamento sui licenziamenti disciplinari tra dipendenti pubblici e privati. Senza una normativa specifica (al momento inesistente) è impossibile che la parziale abolizione dell’articolo 18 possa interessare anche chi lavora nella pubblica amministrazione. Nonostante, difatti, nel 2001 il rapporto di lavoro pubblico sia stato sostanzialmente privatizzato, persistono tuttora delle particolari tutele che lo differenziano da quello privato.

Non è da escludere, dunque, che molti lavoratori possano decidere di fare ricorso alla Corte Costituzionale per il mancato rispetto del principio di uguaglianza. Ci sono, ad esempio, molti enti di natura pubblica che sono di fatto controllati da soggetti privati. La normativa da applicare in questo caso è il vecchio articolo 18 e non quello recentemente riformato.

In generale si pone una questione di parità di trattamento tra pubblico e privato, che è ormai da troppo tempo all’ordine del giorno. Ovviamente, una tematica così importante come il licenziamento accentua la questione e pone domande di natura costituzionale. Sul punto è intervenuto Matteo Renzi, aprendo alla possibilità di estendere la normativa sui licenziamenti collettivi anche ai pubblici dipendenti.
In questo modo sarebbe possibile licenziare quei lavoratori che rendono inefficiente la macchina amministrativa.
Il tutto, però, è rimandato a febbraio, quando arriverà in Parlamento la riforma del Ministro Madia sulla Pubblica Amministrazione. Solo in quella sede verranno valutati pro e contro di un’eventuale estensione della disciplina giuridica del nuovo art. 18 ai dipendenti pubblici.
Certamente si tratterebbe di un cambiamento epocale che avvicinerebbe in maniera inesorabile il lavoro pubblico a quello privato.

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