Arriva l’applicazione che rileva il falso Made in Italy

Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato del cosiddetto “Italian Sounding“, ovvero lo sfruttamento a fini commerciali dell’assonanza di determinati prodotti di provenienza straniera con quelli italiani. Accade, ad esempio, che il “Parmesan” venga spacciato per il formaggio parmigiano, senza che sia mai stato prodotto o lavorato in terra italiana.
Ma potremmo presentarvi decine di altri esempi, per un fenomeno ricorrente soprattutto in Asia e nei mercati maggiormente distanti dall’Europa. Si tratta ovviamente di una pratica commerciale estremamente dannosa per il nostro made in Italy, un marchio che allo stato attuale rappresenta il principale volano dell’export agroalimentare italiano.
Uno degli obiettivi principali del padiglione “Cibus è Italia”, presente ad Expo 2015, è proprio la lotta contro l'”Italian Sounding” e la diffusione del vero made in Italy, come sinonimo di qualità e di produzione locale.

it for italyL’operazione di contrasto alle imitazioni mal riuscite dei prodotti nostrani potrà servirsi di una nuova “arma” letale. Parliamo di un’applicazione messa a punto da ItforItaly, una start up toscana, e scaricabile su smartphone a partire dal 1° Maggio 2015.
L’amministratore, Lorenzo Guariento, ha presentato l’attività della start up presso la Tenuta Reffino di Poggio Casciano, specificando le modalità di utilizzo dell’applicazione.
Ogni azienda produttrice potrà inviare (gratuitamente il primo anno, con un contributo simbolico a partire dal secondo anno) tutte le informazioni relative ai propri prodotti che verranno poi inserite in un apposito database.
Il consumatore che acquista un prodotto dalla provenienza italiana dubbia potrà servirsi dell’applicazione di ItforItaly, scannerizzando il codice a barre o inserendo l’etichetta.
Se il prodotto risulterà italiano, si aprirà la relativa scheda informativa, altrimenti verrà segnalata la sua provenienza “estera”. Le segnalazioni dei consumatori verranno inviate ad un’autorità specifica che cercherà di verificarne la provenienza effettiva del prodotto ed eventuale a riportare il tutto agli enti competenti.
Certamente ci vorrà del tempo prima che il database possa essere completo e contenere quante più informazioni possibili sulle aziende italiane, ma si tratta comunque di uno strumento importante a tutela dei consumatori e per combattere l'”Italian Sounding”.

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