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L’allarme dell’Alleanza delle Cooperative: produzione di pere crollata del 75%

29 Novembre 20232 min read

Il mercato delle pere italiane è in grave crisi. Lo denunciano l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Italiane e Nomisma nel corso di un evento organizzato al Masaf che ha visto la partecipazione del sottosegretario Patrizio La Pietra.

Secondo le stime dell’organizzazione di rappresentanza delle cooperative agricole italiane, negli ultimi cinque anni c’è stato un crollo del 75% della produzione di pere e un contestuale calo delle superfici (-35% negli ultimi dodici anni). Le cause della crisi del settore sono da ricercare negli eventi atmosferici che hanno danneggiato le produzioni e costretto diversi agricoltori ad abbondonare i terreni.

Crisi mercato delle pere: le regioni colpite

Sono soprattutto le regioni del nord, principale bacino produttivo del pero in Italia, quelle che hanno patito maggiormente la crisi produttiva. Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, che detengono il 74% delle superfici hanno registrato tutte un netto calo di ettari coltivati, con la sola eccezione del Piemonte.

L’impatto delle calamità naturali e dei parassiti

Le rese produttive – spiega Ersilia Di Tullio di Nomisma – sono passate da una media di 20,6 tonnellate per ettaro del 2022 alle 7,5 di quest’anno”. Situazione negativa anche in Europa dove il calo produttivo è del 12,2% dal 2020 al 2022, a fronte di una crescita esponenziale di paesi extra-Ue, come l’Argentina (+13,8% negli ultimi due anni)”.

Non ci sono solo le alluvioni, le gelate tardive e in generale gli agenti atmosferici tra i responsabili della crisi produttiva del mercato delle pere. Davide Vernocchi, Coordinatore Ortofrutta di Alleanza cooperative, individua anche un’altra problematica che ha condizionato la resa produttiva.

Se negli anni addietro i nostri problemi erano il mercato e l’apertura di nuovi sbocchi commerciali, quest’anno purtroppo non siamo proprio riusciti a produrre“, spiega Vernocchi “Troppo numerose le calamità che hanno causato questo drastico calo produttivo, connesse al cambiamento climatico e all’impatto di insetti e parassiti: nel 2019 la cimice asiatica, nel 2021 le gelate tardive, nel 2022 la siccità, per finire nel 2023 con nuove gelate e i danni dell’alluvione“.

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