È entrata in vigore oggi la legge contro gli sprechi alimentari che consentirà ad aziende, ristoranti e supermercati di donare avanzi alimentari e farmaci in maniera più semplice, beneficiando anche di agevolazioni fiscali. 

Ogni anno in Italia si gettano 10 milioni di tonnellate di cibo ancora commestibile per un valore complessivo di 13 miliardi di euro. Nei mesi scorsi anche la Francia si è dotata di una legge antisprechi, prevedendo forti sanzioni per chi spreca, con multe fino a 75.000 euro e addirittura la reclusione.
L’Italia non punterà sull’aspetto sanzionatorio, cercherà al contrario di responsabilizzare i cittadini e di favorire le donazioni attraverso agevolazioni fiscali e embargo russiasemplificazioni burocratiche.
Per sensibilizzare i cittadini su questa tematica, ad esempio, verranno mandati in onda sulla Rai una serie di campagne e programmi educativi. I ristoranti, inoltre, verranno dotati della cosiddetta “family bag” ovvero una busta per portare a casa il cibo avanzato al ristorante.
Se i cittadini saranno chiamati ad atti di responsabilità, sia a casa che fuori, lo stesso discorso vale per aziende e ristoranti. Il provvedimento legislativo prevede degli incentivi fiscali e meno tasse per chi dona cibo e medicinali, con uno sconto, ad esempio, sulla TARI (tassa sui rifiuti) in base alla quantità di alimenti donati.

Una delle principali caratteristiche della legge è l’abbattimento degli impedimenti burocratici. Tutte le donazioni fino ad un valore di massimo di 15.000 euro (il precedente limite era di 5.000 euro) non avranno bisogno più della dichiarazione preventiva cinque giorni prima della donazione.
Basterà effettuare a fine mese una rendicontazione ed inviarla telematicamente agli uffici dell’amministrazione finanziaria, indicando data, ora e luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni ed il valore complessivo di questi ultimi.
Le donazioni potranno essere effettuate ad onlus e enti pubblici costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristichei quali provvederanno a cedere a titolo gratuito i beni agli indigenti e, in caso di inidoneità all’uso umano, verranno destinati per l’alimentazione degli animali o per il compostaggio.
La legge stabilisce anche quali tipo di beni possono essere donati, distinguendo tra:

  • spreco alimentarel’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare ancora consumabili, pertanto destinabili al consumo e che sarebbero destinati a essere smaltiti come rifiuti;
  • eccedenze alimentari: i prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause (motivi commerciali/estetici, prodotti aventi scadenza ravvicinata, etc).

Viene consentita la donazione anche oltre il termine minimo di conservazione, ovvero la data fino alla quale un prodotto mantiene le sue proprietà specifiche, a patto che siano garantite l’integrità dell’imballaggio ed idonee condizioni di conservazione. Si cercherà inoltre di incentivare il riutilizzo dei beni alimentari confiscati, dando priorità agli indigenti.