La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva e quasi all’unanimità (432 voti favorevoli ed un solo astenuto) la legge sulla tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. 

Il provvedimento è stato protagonista di un iter parlamentare di quasi due anni, dal momento che era stato approvato in prima lettura al Senato addirittura il 20 maggio 2015. Oggi, dopo le accuse di voler limitare la libertà di espressione, arrivate dopo la prima approvazione alla Camera, abbiamo (finalmente) una legge contro il cyberbullismo.
Nel testo approvato non c’è alcun riferimento alla categoria del bullismo e ai maggiorenni come vittima di molestie sul web. Si è scelto, invece, di legiferare su un fenomeno specifico che colpisce soprattutto i minori, cercando di attivare delle azioni di prevenzione e di informazione sui rischi del web che dovrebbero essere operative già dal prossimo anno scolastico.

Definizione di cyberbullismo

Il nuovo testo definisce, innanzitutto, la categoria giuridica di cyberbullismo come “ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, internet-italiadenigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo“.
Il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbulismo può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in Rete. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.

Il ruolo della scuola

Come accennato, in precedenza, la legge contro il cyberbullismo assegna un ruolo primario alle scuole. Ogni istituto scolastico dovrà, infatti, individuare un professore che fungerà da referente per le questioni legate al cyberbullismo, collaborando con le autorità e le associazioni che si occupano di questo fenomeno.
Spetterà, invece, al preside informare le famiglie dei minori coinvolti in atti di cyberbullismo ed attivare le conseguenti azioni educative.
Il Miur, da parte sua, investirà 200 milioni di euro per la formazione del personale scolastico e per avviare azioni di prevenzione contro le minacce online e per favorire un uso consapevole di internet.
La legge prevede, infine, l’ ammonimento del questore al cyberbullo fino a quando non è presente una denuncia o una querela e fino al compimento della maggiore età.